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Certificazione IFS Food, come funziona e le differenze reali con il BRCGS

Sotto il 75% del punteggio l'audit IFS Food è bocciato, sopra si entra in Foundation o Higher Level. Come funzionano i due livelli, la validità annuale e cosa cambia davvero rispetto al BRCGS per chi deve scegliere.

Redazione Alimentare B2B · 20 ottobre 2026

Sotto il 75% del punteggio totale, un audit di certificazione IFS Food è bocciato: non si scende a un livello più basso, semplicemente non si ottiene nessun certificato. Lo stabilisce la stessa brochure ufficiale sul sistema di punteggio pubblicata da IFS Management, l’organizzazione che gestisce lo standard: un punteggio finale inferiore al 75% comporta il fallimento dell’audit. Sopra quella soglia il risultato si divide in due fasce, Foundation e Higher Level, e la differenza tra le due pesa più di quanto suggerisca un semplice voto.

Perché ti riguarda

Molti buyer della grande distribuzione europea, soprattutto tedesca e francese, accettano IFS Food come alternativa equivalente al BRCGS: un produttore italiano che lavora su entrambi i mercati finisce spesso a scegliere quale standard presentare per primo, o se mantenerli entrambi attivi in parallelo. Chi è già certificato BRC parte avvantaggiato, perché i due standard condividono gran parte dei requisiti di base, HACCP, tracciabilità dei lotti, gestione degli allergeni: il secondo percorso richiede meno tempo del primo. E il livello ottenuto finisce spesso nella scheda fornitore che il buyer consulta prima di rinnovare un contratto. Un Higher Level non è solo un voto più alto da esporre, è un argomento concreto in una trattativa commerciale.

Come funziona il punteggio, dalla piena conformità al fallimento?

Ogni requisito dell’audit riceve una valutazione che va dalla piena conformità a una mancata implementazione. I requisiti classificati come KO, quelli che la versione 8 dello standard considera critici per la sicurezza alimentare, possono ricevere solo un numero ristretto di valutazioni: se uno di questi risulta non implementato, la penalizzazione sul punteggio totale è pesante e, come ricorda la brochure IFS, un punteggio sotto il 75% fa fallire l’audit indipendentemente da tutto il resto. Due fonti indipendenti che assistono aziende alimentari sulla certificazione, Certima e ASI Food, descrivono lo stesso impianto in termini pratici: sotto il 75% nessun certificato, tra il 75% e poco sotto il 95% certificato di livello Foundation, dal 95% in su livello Higher. I numeri esatti dei punti assegnati a ogni singola valutazione cambiano tra le versioni delle brochure pubblicate da IFS in lingue diverse, quindi qui riportiamo solo le soglie che tornano identiche su più fonti indipendenti, non il dettaglio punto per punto.

Foundation o Higher Level, cosa cambia per chi lo ottiene?

La differenza tra i due livelli non sta nella durata del certificato, che resta la stessa, ma nella soglia di punteggio raggiunta e in quello che comunica al mercato. Alcune aziende rendono pubblico il proprio risultato: il produttore francese Eurovanille ha dichiarato un punteggio Higher Level del 97,62% nel 2026, mentre lo stabilimento spagnolo HSN ha comunicato un miglioramento dal 95,55% del 2022 al 96,90% nel 2023, sempre in fascia Higher. Sono dati aziendali autodichiarati, non una soglia ufficiale, ma confermano in pratica l’intervallo descritto da Certima e ASI Food: chi resta sotto il 95% ottiene comunque un certificato valido, ma di livello Foundation, mentre il salto sopra quella soglia è quello che le aziende stesse scelgono di comunicare come risultato di punta.

Quanto dura il certificato e quando arriva l’audit non annunciato?

Il ciclo è annuale per entrambi i livelli, a differenza del BRCGS, dove un grado basso (C o D) raddoppia la frequenza dei controlli a uno ogni sei mesi. Per IFS Food, l’ente di certificazione TÜV NORD precisa che la versione 8 dello standard ha definito con precisione cosa significhi “annuale”: il nuovo audit deve avvenire entro 12 mesi dal precedente e comunque non oltre 15 mesi, un margine che serve a gestire gli imprevisti di calendario senza far scadere il certificato. A questo si aggiunge l’audit non annunciato: secondo quanto riportano sia LRQA sia Kiwa, almeno una verifica su tre deve avvenire senza preavviso, una regola in vigore dal 2021 pensata per dare ai buyer una garanzia più solida della sola fotografia del giorno concordato.

IFS o BRCGS, come scegliersi se il buyer accetta entrambi?

IFS Food (v8)BRCGS Food Safety (Issue 9)
Soglia di fallimentoSotto il 75% del punteggioNon conformità critiche non chiuse entro 28 giorni
Fasce di meritoFoundation (75%-94%), Higher (95%+)AA, A, B, C, D
Validità standard12 mesi per entrambe le fasce12 mesi (AA/A/B), 6 mesi (C/D)
Audit non annunciato1 su 3, obbligo dal 2021Opzionale, segnalato con un ”+” sul voto
Ente che rilasciaEnti terzi accreditati (DQS, LRQA, Kiwa, DNV…)Enti terzi accreditati (RINA, Bureau Veritas, Certiquality…)

La tabella mostra perché i buyer trattano i due standard come intercambiabili: coprono lo stesso perimetro di rischio con logiche di voto diverse ma esiti comparabili. Per chi parte da zero, la scelta pratica dipende più dal mercato di destinazione, i buyer tedeschi e francesi guardano più spesso a IFS, quelli britannici al BRCGS, che da una differenza di difficoltà tra i due percorsi.

Quanto costa, e perché qui manca una fascia pubblicata come per il BRC?

Per il BRC Food questa testata ha trovato due società di consulenza italiane che pubblicano una fascia di costo esplicita per una PMI, tra 5.000 e 12.000 euro alla prima certificazione. Per IFS Food, gli enti di certificazione consultati in questo run, DQS, LRQA e Kiwa, non pubblicano una fascia equivalente: tutti e tre indicano che il preventivo dipende da fattori specifici, dimensione dello stabilimento, numero di linee produttive, categorie di prodotto trattate, giornate di audit necessarie, e va richiesto caso per caso. Non avendo trovato una cifra verificabile su fonte italiana pubblica, non la stimiamo qui: chi deve decidere farebbe bene a chiedere un preventivo scritto ad almeno due enti accreditati e, separatamente, a un consulente per la fase di preparazione, così da confrontare le due voci di spesa prima di impegnarsi.

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