DATI
Quante officine meccaniche ci sono in Italia: mappa per provincia
Dal database camerale di Edizioni B2B la consistenza reale delle officine meccaniche italiane: 12.212 società di capitali attive, dove si concentrano e quanto sono grandi davvero.
Redazione · 19 maggio 2026
Le officine meccaniche italiane costituite in forma di società di capitali e attive sono 12.212. Il dato è un’elaborazione del database camerale di Edizioni B2B su dati InfoCamere, e copre le imprese registrate con codice ATECO 25.62, lavori di meccanica generale: torneria, fresatura, lavorazioni conto terzi. La prima provincia non è Milano. È Brescia.
Come abbiamo contato
Il perimetro è dichiarato, perché sui numeri di consistenza si fanno spesso confusioni. Abbiamo estratto dal nostro database camerale, aggiornato ad aprile 2026 su fonte InfoCamere, tutte le imprese con codice ATECO primario 25.62 in stato attivo. Il conteggio include solo società di capitali: srl, srl semplificate, spa, cooperative. Restano fuori ditte individuali e società di persone, che in questo mestiere sono numerose. Il totale reale delle partite IVA che fanno meccanica generale è quindi più alto: qui misuriamo la parte strutturata del settore, quella che ha un bilancio depositato e che compete per commesse, personale e fornitori.
Per il contesto sul settore, la produzione industriale è rilevata mensilmente dall’ISTAT con l’indagine IPI, che fotografa i volumi ma non la demografia delle imprese. La mappa per provincia, con questa granularità, non la pubblica nessuna testata: è il motivo per cui la pubblichiamo noi.
Dove si concentrano le officine meccaniche
Le prime dieci province per numero di officine attive, dal nostro database camerale su dati InfoCamere:
- Brescia: 971
- Milano: 877
- Torino: 626
- Vicenza: 582
- Bergamo: 569
- Bologna: 515
- Modena: 505
- Reggio Emilia: 383
- Parma: 338
- Napoli: 317
Sempre su dati InfoCamere, le prime cinque province da sole valgono quasi il 30% del totale nazionale. Le prime dieci arrivano al 46,5%: quasi un’officina su due sta in dieci province su 107.
A livello regionale, nel registro InfoCamere, la Lombardia guida con 3.625 officine, il 29,7% del totale. Seguono l’Emilia-Romagna con 2.117 (17,3%) e il Veneto con 1.683 (13,8%). Tre regioni concentrano oltre il 60% della meccanica generale italiana in forma societaria.
La mappa vera non coincide con quella raccontata
Tre evidenze che i racconti abituali sui distretti non restituiscono.
Primo: Brescia batte Milano in valore assoluto, pur essendo una provincia molto più piccola per popolazione. In rapporto agli abitanti il distacco è ancora più netto, e la densità per abitante la pubblicheremo nella data page dedicata. Chi cerca subfornitori di meccanica generale e parte da Milano per abitudine sta cercando nel posto con più concorrenza sugli acquisti, non in quello con più offerta.
Secondo: l’asse emiliano vale più di quanto si dica. Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma sommano 1.741 officine nel registro InfoCamere, più di Milano e Torino messe insieme (1.503). La narrazione della motor valley parla di case costruttrici e committenti famosi; i numeri dicono che sotto c’è una rete di fornitori fittissima, con quattro province contigue tutte nella top ten.
Terzo: Napoli è decima, unica provincia del Mezzogiorno tra le prime dieci. Nel racconto corrente la meccanica conto terzi al Sud quasi non esiste; nel database esiste, con 317 società attive su fonte InfoCamere. In coda alla classifica, invece, ci sono province dove le officine in forma societaria si contano sulle dita di due mani: chi apre lì trova poca concorrenza, ma anche poca filiera.
Quanto è grande un’officina media
La dimensione tipica è piccola, e la media inganna. Sulle officine per cui il registro InfoCamere riporta gli addetti, la media è di 13 dipendenti ma la mediana è 7: metà delle officine italiane sta sotto i 7 addetti. Il 61% ha meno di 10 dipendenti, e solo 464 aziende in tutta Italia superano i 50. Il fatturato mediano resta sotto il milione di euro.
Questa struttura spiega molte dinamiche del settore: il potere contrattuale limitato verso i committenti, la difficoltà a investire in macchine nuove senza incentivi, la dipendenza dal titolare come unico commerciale. Sono i temi che questa testata seguirà comparto per comparto, a partire dalle leve di margine della subfornitura.
Cosa farsene di questa mappa
Perché ti riguarda: la geografia dei concorrenti è un dato operativo, non una curiosità.
- Se cerchi clienti: le province dense sono piene di committenti abituati a comprare lavorazioni, ma anche di concorrenti. Le province di seconda fascia spesso offrono il rapporto migliore tra domanda e affollamento.
- Se cerchi fornitori: la top ten dice dove trovare capacità produttiva in fretta. Un ritardo di consegna a Brescia o a Modena si recupera a breve distanza; in mezza Italia no.
- Se cerchi personale: nelle province dense un tornitore esperto riceve più offerte. La stessa figura, in una provincia con poche officine, si trattiene con meno sforzo.
La concentrazione conta anche per le scadenze normative. Quando un obbligo colpisce tutto il settore nello stesso momento, come accadrà con il nuovo Regolamento (UE) 2023/1230 sulle macchine, in applicazione da gennaio 2027, consulenti e integratori si saturano prima proprio nelle province dove le officine sono più fitte.
Vai più a fondo
La rilevazione ISTAT sulla produzione industriale, con note metodologiche, è consultabile sul sito dell’istituto. I numeri di questo articolo sono un’elaborazione originale di Edizioni B2B su dati camerali InfoCamere, perimetro ATECO 25.62, società di capitali attive. Nelle prossime uscite dell’osservatorio camerale: la nati-mortalità delle officine per trimestre e il benchmark dimensionale per fascia di dipendenti, per rispondere alla domanda che ogni titolare si fa e pochi verificano: la mia azienda è grande o piccola rispetto ai concorrenti veri?